I Centri per limpiego della Provincia di Reggio Emilia non si limitano a registrare domanda e offerta di lavoro e possibilmente a realizzare lincrocio. Il lavoro che si svolge negli uffici è molto più complesso e volto in primo luogo a migliorare e aumentare loccupabilità delle persone, cioè le loro chance di entrare o rientrare nel mercato del lavoro, con una occupazione soddisfacente. Come? Attraverso una gamma di servizi diversi: il servizio di preselezione che incrocia domanda e offerta, mettendo in contatto diretto le aziende in cerca di personale con chi cerca lavoro; il servizio dorientamento che fornisce informazioni complete ed anche consulenze o colloqui individuali su tutto ciò che riguarda lavoro, formazione, istruzione, supportando le persone nei momenti di passaggio (dalla scuola al lavoro, dall scuola allUniversità, ecc.); il servizio di progettazione tirocini formativi e di orientamentoche permette una conoscenza diretta del mondo del lavoro acquisendo sul campo specifiche competenze.
Va ricordato poi che ogni Centro per limpiego dispone di un apposito Nucleo territoriale espressamente dedicato allinserimento lavorativo dei disabili, e che a breve si prevede di terminare linsediamento dei Tavoli permanenti Anteverto in tutte e sei le sedi dei Centri impiego. Nellambito del progetto Anteverto, volto a monitorare e fronteggiare situazioni di crisi occuopazionali, una parte importante è costituita dai corsi di formazione che possono andare a riqualificare e quindi a rioccupare i lavoratori espulsi dal ciclo produttivo. "Nei Centri per limpiego - dice lAssessore Ferrari - non si evadono delle pratiche, ma si offrono servizi mirati, alla persona e allimpresa. Sono il luogo in cui le politiche attive del lavoro integrate con quelle della formazione professionale si fanno opportunità concrete al servizio di tutti i cittadini e del mondo produttivo. Senza i Centri per limpiego, anche la precarietà certamente aumenterebbe".
La legge regionale sul lavoro n. 17/2005 "Norme per la promozione delloccupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro"
Per un lavoro stabile: gli incentivi, gli assegni formativi e la carriera esterna (dallart. 8 al 13)
Con la nuova legge n17/05 la Regione - demandando poi alle Province - intende sostenere condizioni lavorative più stabili per tutti attraverso diversi strumenti, tra cui la concessione dei voucher formativi; la costruzione di un bilancio di competenze: in pratica, si sostiene il lavoratore nella costruzione di una sorta di carriera non interna ad unazienda, come accade ai lavoratori dipendenti, ma esterna, riconoscendo le competenze acquisite attraverso il lavoro, i percorsi di istruzione e formazione, e le competenze acquisite attraverso esperienze formative formali e non formali.
Infine, la legge istituisce, per le imprese, gli incentivi alla trasformazione di rapporti di lavoro a forte rischio di precarizzazione in rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Le priorità e le modalità per la concessione di tali incentivi verranno stabiliti alla luce del piano annuale per loccupazione dalla giunta regionale. Possono inoltre essere sostenuti i processi organizzativi aziendali che stabilizzino quote di lavoratori.
Per la conciliazione tra lavoro e impegni familiari: gli assegni di servizio (art.14)
Le lavoratrici subiscono pesanti forme di discriminazione allinterno del mercato del lavoro: maggiore precarietà, più bassi livelli salariali (mediamente del 20, 30% in meno rispetto ai maschi), difficili avanzamenti di carriera. Per impedire che questo fenomeno obblighi le donne (ma anche gli uomini) a lasciare il proprio lavoro, la legge propone la concessione di assegni di servizio volti a favorire laccesso e la permanenza nel mercato del lavoro di persone a rischio di esclusione per carichi di cura e, inoltre, per facilitarne la progressione di carriera. In sostanza, si tratta di contributi che le lavoratrici, ma anche i lavoratori, potranno ottenere per poter acquistare quei servizi (quali quelli prestati da baby sitter e assistenti familiari per genitori anziani) che sarebbero altrimenti obbligati a svolgere in prima persona, ovviamente, però, rinunciando al lavoro fuori casa.Si sostengono inoltre le imprese nei processi di riorganizzazione aziendale che prevedano flessibilità degli orari, part-time (su richiesta del lavoratore) e telelavoro.
La legge regionale sul lavoro n. 17/2005 "Norme per la promozione delloccupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro"
Per un lavoro stabile: gli incentivi, gli assegni formativi e la carriera esterna (dallart. 8 al 13)
Con la nuova legge n17/05 la Regione - demandando poi alle Province - intende sostenere condizioni lavorative più stabili per tutti attraverso diversi strumenti, tra cui la concessione dei voucher formativi; la costruzione di un bilancio di competenze: in pratica, si sostiene il lavoratore nella costruzione di una sorta di carriera non interna ad unazienda, come accade ai lavoratori dipendenti, ma esterna, riconoscendo le competenze acquisite attraverso il lavoro, i percorsi di istruzione e formazione, e le competenze acquisite attraverso esperienze formative formali e non formali.
Infine, la legge istituisce, per le imprese, gli incentivi alla trasformazione di rapporti di lavoro a forte rischio di precarizzazione in rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Le priorità e le modalità per la concessione di tali incentivi verranno stabiliti alla luce del piano annuale per loccupazione dalla giunta regionale. Possono inoltre essere sostenuti i processi organizzativi aziendali che stabilizzino quote di lavoratori.
Per la conciliazione tra lavoro e impegni familiari: gli assegni di servizio (art.14)
Le lavoratrici subiscono pesanti forme di discriminazione allinterno del mercato del lavoro: maggiore precarietà, più bassi livelli salariali (mediamente del 20, 30% in meno rispetto ai maschi), difficili avanzamenti di carriera. Per impedire che questo fenomeno obblighi le donne (ma anche gli uomini) a lasciare il proprio lavoro, la legge propone la concessione di assegni di servizio volti a favorire laccesso e la permanenza nel mercato del lavoro di persone a rischio di esclusione per carichi di cura e, inoltre, per facilitarne la progressione di carriera. In sostanza, si tratta di contributi che le lavoratrici, ma anche i lavoratori, potranno ottenere per poter acquistare quei servizi (quali quelli prestati da baby sitter e assistenti familiari per genitori anziani) che sarebbero altrimenti obbligati a svolgere in prima persona, ovviamente, però, rinunciando al lavoro fuori casa.Si sostengono inoltre le imprese nei processi di riorganizzazione aziendale che prevedano flessibilità degli orari, part-time (su richiesta del lavoratore) e telelavoro.





